Daniele Cinciripini | Etnogeografie
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etnogeografie delle società complesse

Durante il 2017 sono stato selezionato per partecipare, insieme ad altri 9 fotografi, a etnogeografie delle società complesse, indagine fotografica e antropologica a cura di Aniello Barone, promossa e coordinata dall’Associazione Savignano Immagini.

Per etnogeografia delle società complesse ho scelto di indagare fotograficamente la comunità cinese compresa nel territorio di Savignano e dintorni. Credendo che il cibo, e tutte le consuetudini legate alla preparazione dello stesso e al suo consumo, potessero essere delle semplici, quanto utili, occasioni di incontro e conoscenza con i membri della comunità cinese.

Ho voluto fotografe alcuni oggetti e pietanze che ho considerato come oggetti sensibili,  concretizzazioni di alcune storie o aspetti peculiari della cultura cinese e delle relative tradizioni e contaminazioni. Ho ritratto i proprietari, i lavoratori o i loro familiari di alcuni locali e ristoranti della zona, prediligendo quei momenti intimi e di pausa immediatamente prima o dopo il lavoro.

Quello che ho realizzato fin’ora è il tentativo di mettere in relazione diversi livelli di contaminazione e conservazione culturale nella speranza di offrire uno spaccato sincero e articolato, seppur minimo,  della quotidianità della comunità cinese in questo territorio.

Per via della naturale riservatezza di questa comunità le occasioni di ritrarre alcuni dei suoi membri sono state rare e preziose. Seguendo il filo rosso del cibo ho preferito ritrarre i proprietari, lavoratori o i loro familiari di alcuni locali e ristoranti della zona. Contemporaneamente ho realizzato degli interni di questi locali che, al pari del cibo e degli oggetti ad esso collegati,  mi offrivano degli interessanti spunti di riflessione sulle interrelazioni etniche tra Italia e Cina(e non solo…).

Al contempo, tenendo presente lo scopo dell’ indagine, etnografico e geografico insieme, ho voluto fotografare il paesaggio romagnolo compreso nelle immediate vicinanze dei locali a gestione cinese.

Quello che ho realizzato fin’ora è il tentativo di mettere in relazione diversi livelli di contaminazione e conservazione culturale nella speranza di offrire uno spaccato sincero e articolato, seppur minimo,  della quotidianità della comunità cinese in questo territorio.

Il Tou è il coltello tipico della cultura culinaria cinese, indispensabile per ogni preparazione della cucina tradizionale. Grazie all’uso di questo utensile il cibo arriva a tavola già pronto per essere mangiato dai commensali direttamente con le bacchette, senza che questi abbiano bisogno di tagliarlo ulteriormente.

In Cina i coltelli da tavola sono superflui e tagliare il cibo durante i pasti è considerato quasi un atto brutale. Tou e bastoncini lavorano in simbiosi, questi utensili restituiscono la straordinaria specificità della cultura cinese e testimoniano il modo in cui si svolge la convivialità e la quotidianità di questa popolazione.

alcuni dei ristoranti cinesi che ho frequentato sorgono ai margini di zone residenziali, in nuovi piccoli agglomerati commerciali, lungo la via emilia, non lontano da uffici o altre attività. Aperti a pranzo e cena, gli avventori sono lavoratori in pausa pranzo, così come comitive di amici o famiglie che si concedono uno svago serale. Quasi sempre a conduzione familiare, questi ristoranti, divengono un secondo focolare domestico, è qui che la famiglia consuma i propri pasti, poco prima dell’apertura del locale. Il cibo consumato è quello tradizionale cinese, spesso diverso dal sushi o dal fushion popolare proposto nel menù italiano, preparato sempre dallo stesso membro della famiglia, nella cucina sul retro, lontano dal bancone dove si assemblano i maki e gli altri rotolini di shushi.

e poi i ritratti… le persone